Circa 10 miliardi di batteri di cui 400 sono le specie diverse vivono nel nostro apparato gastrointestinale.

I micro-organismi utili in quanto diminuiscono la capacità di proliferazione di quelli patogeni, si chiamano probiotici.

I principali: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bifidus, Lactobacillus casei, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus salivarius, Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus fermentum.

L’acidophilus occupa da solo l’85% dell’apparato gastrointestinale, ma è presente soprattutto nell’intestino tenue.

Questo micro-organismo amico dell’uomo è presente anche nel lume vaginale con lo scopo di contrastare quelli patogeni.

Cosa sono:

La flora vaginale e la flora intestinale sono ricche di micro-organismi, i quali partecipano a una serie di attività fisiologiche, condizione necessaria per il corretto equilibrio omeostatico.

Utilità:

  • Incrementano l’assorbimento dei nutrienti.
  • Favoriscono la digestione.
  • Prevengono diarrea e stipsi.
  • Trasformano i glucidi non assorbiti e le fibre alimentari in acidi grassi a catena corta; ne consegue una fonte di energia importante per la mucosa del colon.
  • Sintetizzano la lattasi, l’enzima che digerisce il lattosio.
  • Scompongono le sostanze cancerogene situate a livello intestinale.
  • Inibiscono lo sviluppo (e la produzione di tossine) di vari micro-organismi patogeni.
  • Migliorano la resistenza alle infezioni.
  • Bloccano lo sviluppo delle micosi causate dalla Candida albicans.
  • Elaborano le vitamine B1, B6, B9, B12 e biotina.
  • Svolgono un’attività immunostimolante.
  • Diminuiscono il tasso di colesterolo e dei trigliceridi.
  • Migliorano le affezioni cutanee, tra cui l’acne.
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Mercoledì, 25 07 2018 09:44

Gli aborigeni malati sono guariti

Nel 1982 fu svolta una ricerca in Australia con un gruppo di aborigeni che vivevano in città ed erano del tutto integrati nello stile di vita occidentale. Da quando avevano abbandonato la foresta, erano tutti affetti da diabete di tipo 2 e con un tasso elevato di trigliceridi, problemi causati probabilmente da un’alimentazione ricca di zuccheri e di cibo-pattumiera.

I 10 aborigeni parteciparono allo studio della dott.ssa Kerin O’Dea e accettarono di vivere per 7 settimane nella foresta, la loro terra natale, isolata dai centri urbani.

Durante questo periodo si cibarono di cacciagione, pesca, fichi, patate, miele senza avere accesso ad alimenti confezionati venduti nei negozi.

Dopo 7 settimane, si sono sottoposti ad una serie di esami del sangue: i valori si erano normalizzati, compresa la pressione arteriosa e il tasso di trigliceridi.

Gli effetti positivi furono evidenziati riguardo la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina.

La dott.ssa O’Dea ha replicato la stessa ricerca con i nativi delle Hawaii e con gli Indiani d’America ottenendo gli stessi risultati positivi.

E’ evidente, pertanto, che l’alimentazione moderna, secondo le ricerche in Naturopatia, è pericolosa per la salute: due terzi di cittadini USA sono obesi, 54 milioni sono prediabetici e che il diabete di tipo 2 aumenta del 5% ogni anno (l’8% degli statunitensi è diabetico) e un quarto soffre dell’insidiosa sindrome metabolica.

Pubblicato in Blog Naturopatia