Lunedì, 27 08 2018 12:56

Stressati dopo le vacanze estive?

Molte persone si chiedono il perché di alcuni sintomi che compaiono dopo il ritorno dalle vacanze: stanchezza, ansia, depressione sono i termini maggiormente riferiti.

Eppure, durante le ferie estive ci si rilassa, ci si diverte, si dimenticano, almeno in parte, le preoccupazioni quotidiane. Partire per le vacanze dà un senso di libertà, ritornare a volte è vissuto come un evento stressante, addirittura doloroso.

Il motivo più o meno inconscio risiede nel desiderio di prolungare i giorni della pausa estiva, vissuta come momento di piacere e di distacco. Ma è pur vero che in quei giorni possiamo anche scoprire i nostri punti deboli, riflettere sulle nostre scelte di vita, su ciò che vorremmo cambiare riguardo il nostro futuro.

I sintomi da rientro dovrebbero durare non più di 3 settimane: questo è il periodo per riappropriarsi della propria attività, degli obblighi e di adattarsi al cambiamento.

Se i sintomi hanno maggiore durata, significa che soffriamo di burn-out e pertanto occorre rivolgersi a uno psicologo.

Come possiamo reagire al post vacanze? La Naturopatia suggerisce:

  • Innanzitutto, la cosa migliore è diluire le ferie: periodi più brevi, di circa 10 giorni, anziché un’abbuffata. In tal modo, si eviterà il contrasto pausa-lavoro, motivo di ansia, depressione, stanchezza.
  • Prevedere pause durante il lavoro (camminare, correre, muoversi all’aria aperta).
  • Al ritorno dalle vacanze, reintrodurre gradualmente gli impegni lavorativi. Un’ottima idea rientrare a casa due giorni prima del previsto per potersi riorganizzare.
  • Nella pause immaginare il luogo della prossima pausa estiva e nel contempo ad occhi chiusi ci rilassiamo per alcuni minuti.
  • Per alcuni giorni mantenere le abitudini culinarie del periodo delle ferie.
  • Approfittare per fare il punto della propria situazione professionale, affettiva, ecc.

Concludendo, il ritorno alla routine quotidiana deve farci riflettere su opportune strategie da adottare per beneficiare al massimo dell’indimenticabile, bellissima estate in vacanza: i consigli di un naturopata saranno di grande aiuto.

Pubblicato in Blog Naturopatia

La rivista francese Panorama Médical scrive: Le dosi di glutammato ingerite dai bambini sono talmente importanti che se somministrate a un giovane animale distruggerebbero il sistema nervoso centrale. Varie ricerche dimostrano che il glutammato causa cefalea, allergia, problemi neuropsichiatrici, Parkinson, ictus, tumori cerebrali, Alzheimer, autismo.
I glutammati sono esaltatori del gusto e incitano le persone a mangiare ancora di più, al di là del livello fisiologico di sazietà: il cibo fast-food contiene glutammato sia nella carne, sia nelle salse. In tal modo il cliente è stimolato, a sua insaputa, a consumare sempre più hamburger. Ma se l’introito calorico è eccessivo, il diabete è alle porte. E così l’obesità che è causa di parecchie malattie.
Il glutammato scatena un appetito meccanico e chi lo assume non ne è cosciente, subirà l’effetto dipendenza e lo cercherà nei cibi.
Pochi sono a conoscenza che i glutammati fanno risparmiare alle aziende le materie prime: un pizzico di cioccolato in un dolce avrà lo stesso gusto se contenesse il 50% di cioccolato. I glutammati li troviamo nei biscotti, hamburger, piatti surgelati, dolci, gelati, surgelati, pane industriale e perfino nel caffè.
Il Naturopata consiglia di evitate gli alimenti i cui codici sulle etichette sono: E620, 621, 622, 623, 625. Inoltre: E627, E631, E635, E636, E637.

 

Dr. Rudy Lanza

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