Purtroppo, la struttura ossea inizia a perdere la sua integrità anatomo-fisiologica a partire dai 30 anni di età. Si formano i dannosi osteofiti, diminuisce la sintesi di glucosamino-glicani della cartilagine.

Il problema è che all’inizio non si avverte dolore, né perdita di mobilità, per cui trascuriamo questa situazione molto seria che diventerà prima o poi invalidante e degenerativa.

Basti pensare che in Italia 8 persone su 10 soffrono di mal di schiena.

Fortunatamente, oggi vi è la soluzione: comprovata da ricerche ed efficace nei risultati.

La soluzione è il Silicio organico: l’integratore che lo contiene è l’ELISIL. Non si tratta di polvere di equiseto, non è di natura colloidale: è l’unico Silicio organico, immediatamente biodisponibile per il corpo umano.

L’utilizzo di ELISIL nelle persone sofferenti di malattie osteo-articolari ha evidenziato il recupero della mobilità e la regressione del dolore.

Inoltre, si è osservata una remineralizzazione delle zone decalcificate e la scomparsa delle aree sclerotizzate.

ELISL accelera la formazione del callo osseo a seguito di fratture. ELISIL si concentra negli osteoblasti a livello mitocondriale.

ELISIL può essere acquistato esclusivamente attraverso il distributore.

PER INFO: numero verde 800 911 854.

ALCUNE TESTIMONIANZE:

  • Per vari anni ho sofferto di dolori muscolari: i medici mi hanno prescritto miorilassanti e antidolorifici ma non ho ottenuto nessun risultato. Neppure la fisioterapia e l’osteopatia hanno alleviato i miei disturbi. La mia vita professionale ne ha risentito parecchio. Un amico mi ha parlato di un integratore a base di silicio, l’Elisil: dopo 20 giorni i miei dolori sono pressoché scomparsi e ho ripreso a giocare a tennis. Luca
  • Ho 42 anni e la mia professione mi costringe a stare in piedi per parecchie ore. Ho cominciato ad avere dolori alla schiena e la radiografia ha evidenziato un’artrosi a livello delle vertebre lombari. Temevo di peggiorare a breve perché entrambi i miei genitori hanno sofferto tutta la vita di mal di schiena. Il mio medico mi ha consigliato Elisil e mi ha detto che questa particolare forma di silicio mi avrebbe aiutato. Ormai sono 3 mesi che utilizzo Elisil e non ho più quel dolore che mi impediva di vivere serenamente.           Deborah
  • Ho 32 anni appena compiuti: da 8 anni soffro di stanchezza cronica, dolori muscolari e stato depressivo. Mi è stata diagnosticata la fibromialgia, successivamente smentita da vari medici che negli anni ho consultato. La mia vita familiare e il mio lavoro come imprenditore ne hanno risentito parecchio, anche perché vedevo la situazione ormai senza via di uscita. Ho consultato vari naturopati che mi hanno suggerito vari estratti di piante, ma nulla da fare. Un giorno ho consultato un naturopata a Milano che mi ha suggerito l’Elisil dicendomi che era un integratore molto particolare di Silicio e che probabilmente ero carente di questo minerale. Ci sono voluti 2 mesi, ma la mia vita ora è cambiata. L’Elisil mi ha fornito più forza fisica e questo mi ha dato coraggio. Negli ultimi 15 giorni i dolori muscolari sono spariti. Sono contento di dare la mia testimonianza perché altre persone possano risolvere i loro problemi con l’Elisil.           Francesco

 

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I denti del giudizio (in Medicina: ottavi) definiscono l’ingresso nell’età adulta: la possibilità di essere liberi, indipendenti, di assaporare la vita senza eccessive costrizioni.

Secondo l’approccio della Naturopatia, le carie degli ottavi (giudizio) inferiori: questi denti esprimono la capacità di essere autonomi, sia dal punto di vista affettivo, sia dal punto di vista materiale, di risolvere i problemi con le proprie abilità e competenze. Il momento in cui spuntano coincide con la fase in cui l’individuo inizia a compiere un proprio percorso di autosufficienza, abbandonando la sfera rassicurante del suo passato.

Quando questi denti si cariano, significa che si rinuncia alla propria indipendenza, vi è una perdita di autostima, si tende a chiedere consigli e pareri in qualunque occasione.

Carie degli ottavi (giudizio) superiori: questi denti riflettono il modello di valori, virtù e talenti che la persona stessa ha elaborato ed adottato. Si è consapevoli delle proprie capacità e dei propri punti di riferimento, come spesso avviene nei leader avveduti.

Le carie, in questo caso, indicano il rifiuto delle proprie radici. La persona è in contrasto vivace con le figure genitoriali, ma non ha comunque raggiunto una sufficiente maturità, non ha ancora acquisito valori e indici di condotta personali.

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La Naturopatia studia, tra l’altro, anche il simbolismo di vari organi del corpo: in questo caso, I DENTI.

Il dente canino raffigura il cacciatore presente in ognuno di noi, feroce difensore del territorio.

Le problematiche relative a questo dente indicano che la persona non può o non riesce a difendersi.

Carie a livello dei canini inferiori:

rappresentano il legame con il passato ancestrale, con la tradizione generazionale, con ciò che abbiamo ricevuto in eredità, con l’istinto della protezione del proprio territorio, con i sentimenti del possesso e della gelosia. La carie in questa sede indicherà rifiuto della trasmissione generazionale, negazione dell’istintività, rinuncia a trasmettere la vita, ad avere dei figli.

Il canino inferiore destro riguarda la discendenza paterna e la carie il rifiuto di seguire le tracce del padre e di continuare il suo percorso professionale e non.

L’inferiore sinistro rappresenta la discendenza materna e la carie indica la rinuncia a seguire il percorso di vita della madre.

Carie a livello dei canini superiori:

questi denti esprimono il concetto di determinazione e di volontà, la forza di sostenere le proprie opinioni anche duramente, di condurre a termine un compito, un obiettivo, di giungere ad una realizzazione personale soddisfacente.

La carie in questa sede indica che l’individuo rinuncia ad affermarsi, ad imporsi, subisce le situazioni e diventa mano a mano sempre più passivo. La sua rinuncia a difendersi è correlata al timore di essere ritenuta persona prepotente e in tal modo reprime le sue emozioni.

Il canino superiore destro: dolore nell’arrendersi di fronte alla madre che impartisce modelli educativi. Idem per chi inconsciamente ci ricorda la figura materna.

Il canino superiore sinistro: malessere nell’accondiscendere di fronte al padre che impartisce modelli educativi. Idem per chi inconsciamente ci ricorda la figura paterna.

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Venerdì, 21 09 2018 08:34

LA CISTITE COS'E?

La cistite è un disturbo infiammatorio della vescica che colpisce con maggior frequenza il sesso femminile rispetto a quello maschile.
La vescica è un organo cavo,situato nell'addome al livello del perineo, la regione del bacino che è formata da una muscolatura compresa tra gli organi genitali anteriormente e l'ano posteriormente.
Ricchissima di muscolatura liscia, la cui contrazione è fondamentale per lo svuotamento della vescica una volta che si è riempita di urna, riceve nella sua parte posteriore i due ureteri, provenienti dal rene, e in avanti dà origina all'uretra che consente di espellere l'urina all'esterno.
Nel sesso femminile l’uretra è molto più breve che nell’uomo: 3 – 4 cm contro i 20 cm dell’uomo.
Nel punto di origine vescicale, l'uretra è dotata di un manicotto muscolare (SFINTERE URETRALE) che nella sua struttura contiene sia muscolatura liscia involontaria), sia striata (volontaria). Questa doppia natura consente di regolare lo stimoli della minzione – involontario e legato allo stato di troppo pieno della vescica, in relazione alle condizioni sociali che consentono o meno di dare retta allo stimolo: in altre parole la muscolatura striata dello sfintere, contraendosi, non consente la minzione se ci troviamo in situazioni inadatte ( in pubblico, in auto etc.)

CLASSIFICAZIONE ED EZIOLOGIA
Le Cistiti possono essere classificate in:
Batteriche, Abatteriche, Acute, Croniche.
Le FORME BATTERICHE riconoscono alla loro base una propagazione di microrganismi che provengono dall'esterno, magari per manovre strumentali eseguite in modo non appropriato o precedute da una inefficiente detersione dei tessuti esterni (cateterismo).
La flora batterica che maggiormente popola la vescica, altrimenti naturalmente sterile, è di origine intestinale: Escherichia Coli, Proteus, Klebsiella, Serratia, Enterobacter, Pseudomonas ( in ordine decrescente di frequenza). La presenza di questi batteri nella vescica indica una DISBIOSI INTESTINALE, ovvero una alterazione nei rapporti fra le varie colonie batteriche che popolano naturalmente il colon. La Disbiosi altera le naturali condizioni di permeabilità dell'intestino, consentendo la migrazione dei batteri attraverso il connettivo nei tessuti circostanti, e solitamente la più' colpita è la vescica.
Pertanto in presenza di una cistite batterica sarà obbligatorio prendersi cura prima dell'Intestino se vogliamo risolvere in modo efficace la cistite, evitando le recidive o la cronicizzazione.
Più' rare sono le forme legate ad una infezione renale di cui la cistite batterica è una complicanza.
Le FORME ABATTERICHE sono legate a: malformazioni congenite o acquisite dell'apparto urinario come le stenosi dell'uretra; farmaci come antibiotici, uso di creme spermicide e del diaframma, agenti chimici irritanti; scarsa igiene intima, uso di assorbenti interni, utilizzo di indumenti molto stretti; calcolosi vescicale; stress; rapporti sessuali.

COME SI MANIFESTA
Il risultato del processo infiammatorio che ha interessato la vescica è una patologia caratterizzata da un aumento del numero delle minzioni nella giornata (POLLACHIURIA) che spesso risultano dolorose (STRANGURIA). Da una particolare sensazione di dover urinare ancora alla fine della minzione (TENESMO, dovuto allo spasmo della muscolatura vescicale irritata dall’infiammazione), senso di peso al di sopra del pube.
Può accompagnarsi a febbre più o meno elevata, nausea, vomito. L’esame delle urine mostra spesso una piuria, cioè una abbondante quantità di globuli bianchi, anche in assenza di una causa batterica, ed una batteriuria che quando è significativa (superiore a 100.000 batteri/ml) richiede un esame colturale. La cistite si accompagna o fa seguito ad una vaginite.
Tende frequentemente a recidivare, cioè a ripresentarsi nei periodi di cambio stagionale (primavera ed autunno in particolare), in stati di stress, in caso di caduta delle difese immunitarie o di disordini alimentari.

COSA FARE?
La terapia allopatica prevede l’uso di analgesici e spasmolitici per ridurre, rispettivamente, il dolore e lo spasmo; di antibiotici che andranno mirati sul batterio in causa mediante un Antibiogramma.
Per prevenire le recidive sarà utile bere molto, almeno un litro d’acqua al giorno per diluire l’urina e ridurre la concentrazione dei batteri; ridurre il consumo di cibi piccanti, grassi animali, frittura, cioccolato che possono irritare la mucosa interna della vescica;.
Sono da preferire invece gli alimenti acidificanti, soprattutto nella fase acuta, come le proteine animali e frutti come il mirtillo, la prugna e i cerali.
Tuttavia a volte è necessaria una alcalinizzazione quando si usano particolari antibiotici che lavorano meglio in ambiente alcalino (uva ursina).
Mantenere una corretta igiene intima, i costumi bagnati non vanno tenuti addosso per lungo tempo perché sudore ed umidità favoriscono la proliferazione dei batteri, urinare prima di un rapporto sessuale per ridurre i microtraumi sulla vescica.

I TRATTAMENTI CON LA NATUROPATIA
Un ottimo aiuto viene dall’Uva Ursina (arctostaphylos uva ursi). Va evitato nelle donne in gravidanza nei bambini sotto i 12 anni e nei soggetti con gastriti. Se si usa l’uva ursina non bisogna associare sostanze che acidificano l’ursina.
Il Cranberry ( Vaccinium Macrocarpon o Mirtillo Rosso Americano) viene spesso utilizzato nella prevenzione delle recidive. Per certo nelle forme acute non è assolutamente utile.E' in ogni caso controindicato in chi fa terapia anticoagulante.
I Semi di Pompelmo (Citrus Paradisi) si è scoperto che possiedono attività antibatterica ed antivirale, attività dovuta alle sue componenti flavonoidi.
La Pilosella (hieracium pilosella) contiene delle idrossicumarine responsabili della sua attività antibatterica, ma la pianta possiede anche attività diuretica e attiva i processi riparativi della mucosa vescicale.
Altre piante con importante attività diuretica sono: Asparagus Officinalis (Asparago), Betula Alba(Betulla), Equisetum Arvense (Equiseto), Orthosiphon Stamineus (Ortosiphon o Te di Giava) , Urtica Dioica (Ortica) , Virga Aurea (Verga d'Oro). Sono somministrate come infusi o come tinture madri.
Piante come l’echinacea o l’eleuterococco stimolano le difese immunitarie.

L’assunzione di probiotici, i cosiddetti “fermenti lattici” richiede una adeguata valutazione del tipo di disbiosi in atto, in quanto potrebbe esserci di mezzo anche la candida.
La vescica, a seconda dei casi, puo' essere collegata all'apparato genitale e puo' rappresentare la trssformazione dolorosa di un desidero provato per una persona irraggiungibile o proibita, per cui lasciar andare le urine (pollachiuria) significa devi lasciar correre, devi lasciar perdere; in altri casi rappresenta una forma mascherata di depressione legate ad una base di paura o sotto forte stress emozionale: l'incapacità a rilassarsi viene scaricata sul sistema urinario. Non a caso nella Medicina Tradizionale Cinese è collegata al Rene, organo che contiene l'Energia Vitale fondamentale per la realizzazione del nostro progetto di Vita. Se questo per qualche motivo la realizzazione di questo progetto viene meno, la vescica dovrà assumersi il compito di eliminare tutte quelle situazioni di paura o timore che stanno bloccando il progetto stesso.
Tutte queste indicazioni andranno valutate ed adattate di volta in volta al caso particolare della persona che ci chiede il suo aiuto, poiché è sempre buona regola ricordare che: esiste il malato e non la malattia.

DOTT. EUGENIO ORIGA
Medico Chirurgo, Ortopedico, Naturopata
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BIBLIOGRAFIA
Jepson RG, Craig JC; Cranberries for preventing urinary tract infections, Cochrane Database Syst Rev., 2008, Issue 1
Bibliografia essenziale
American Urological Association (AUA) Guideline -Diagnosis and treatment of interstitial cystitis/bladder pain syndrome- Philip M. Hanno, David Allen Burks, J.

Pubblicato in Blog Naturopatia
Mercoledì, 29 08 2018 12:34

L'importanza del Silicio in Naturopatia

Il Silicio (Si) è stato scoperto nel 1810 da Berzelius.

Fu E. Werner ad aver dimostrato la presenza di Silicio organico nel tessuto degli esseri viventi.

È un elemento analogo al carbone ed è presente nella composizione di un grande numero di minerali (silicio, silicocarbonato, silicato, ecc.).

Inoltre, è l'elemento chimico maggiormente presente nella litosfera (25%) dopo l'ossigeno (46,60%); lo si riscontra nell'acqua in forme solubili.

È anche un elemento importante per alcune piante e legumi. Il grano preleva 150 Kg di Silicio ogni ettaro di terra.

Per quanto riguarda l'uomo, il Silicio è presente in tutte le cellule e assume un ruolo di protezione.

Si trova a livello dello scheletro, della pelle e degli annessi cutanei, dello smalto dentario, dell'aorta, del cristallino, del tessuto muscolare, del pancreas, della tiroide, del fegato, dei reni, del cuore, dei polmoni, della milza, del cervello, delle surrenali, del timo, delle pareti dei vasi e nel torrente sanguigno (= 5mg/L).

Il Silicio è dunque un elemento universale presente nel corpo umano, dove lo si trova libero o solubile nell'acqua oppure combinato con le proteine e con i grassi.

Si può dunque affermare che ogni patologia funzionale o carenza è legata in qualche misura ad una mancanza di Silicio.

L'essere umano possiede un vero e proprio “capitale Silicio”.

Vi sono in media da 5 a 7 g di Silicio organico nel corpo umano; ciò rappresenta una quantità più importante rispetto ad altri elementi essenziali per l'organismo (Ferro o Rame). Questo capitale diminuisce nel corso degli anni e, in base alla sua percentuale attiva, vi sono maggiori o minori possibilità di mantenersi in salute o di ammalarsi.

Il livello di Silicio è legato al grado d'invecchiamento naturale.

La sua presenza aiuta la fissazione del calcio, fornisce robustezza alle ossa, flessibilità ai muscoli e ai tendini. Partecipando alla sintesi dell'elastina e del collagene, rigenera la pelle, i capelli, le unghie e le pareti dei vasi.

Essendoci difficoltà d'immagazzinamento, occorre fornire un apporto giornaliero.

È importante sottolineare che la qualità o capacità dell'assorbimento diminuisce con l'età. Dunque, l’invecchiamento coinvolge più di un effetto, poiché la quantità di questi elementi diminuisce inesorabilmente; l'essere umano è incapace di trasformare il Silicio minerale ingerito in Silicio organico. Solo i micro-organismi e le piante (gli autotrofi) sono capaci di assimilare direttamente i minerali. L'animale e l'uomo, essendo eterotrofi, possono assorbire esclusivamente i minerali in precedenza metabolizzati dalle piante o trasformati dai micro-organismi. Gli apporti alimentari sotto forma di polvere di Silicio (piante) o di acidi di Silicio (acido salicilico) non sono una sorgente sufficiente, poiché la natura colloidale del Silicio li rende scarsamente bio-disponibili.

ALCUNE TESTIMONIANZE:

  • Da parecchio tempo mia figlia di circa 30 anni soffriva di una cefalea che non le permetteva di svolgere la sua attività lavorativa. La sera era sempre stanca, anche perché il mal di testa le impediva il riposo notturno. Mia figlia Marta ha consultato vari naturopati senza successo, finché uno di questi le ha proposto un prodotto unico a base di Silicio, diverso da altri in commercio. Dopo circa 15 giorni di assunzione di Elisil, mia figlia è praticamente rinata. Dopo ormai 6 mesi non soffre più di cefalea.      Federica.
  • All’età di 22 anni ho contratto l’Epatite B: i valori di Transaminasi e di Fosfatasi alcalina erano piuttosto elevati. Il mio medico mi ha prescritto antivirali e interferone ottenendo discreti risultati. Poiché comunque i valori erano calati di poco, ho integrato – con il consiglio del mio naturopata – con un prodotto a base di Silicio organico: dopo avermi spiegato il meccanismo di azione di Elisil, ho voluto provare. Il risultato mi ha sorpreso: a seguito di 3 mesi di Elisil, i valori di Transaminasi e Fosfatasi alcaline sono rientrati pressoché nella norma. Ringrazio il mio naturopata che ha saputo ben consigliarmi.    Lucia
  • Fin dalla tenera età ho sofferto di eczemi e varie forme di dermatite. I risultati con i farmaci classici sono stati utili ma ho avuto varie ricadute. Anche l’omeopatia mi ha aiutato ma quest’ultimo anno la situazione è precipitata, forse a causa di vari stress subiti. Circa 6 mesi fa un amico di famiglia che aveva avuto ottimi risultati con una particolare forma di Silicio (Elisil) nel trattamento di un eczema cronico, mi ha consigliato di utilizzarlo per via orale e con applicazioni esterne sulla zona coinvolta. Ora, dopo 6 mesi, il mio viso presenta un leggero arrossamento, ma il prurito è scomparso completamente. Grazie a Elisil ho debellato un problema che ormai consideravo inguaribile.   Cinzia
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Lunedì, 27 08 2018 12:56

Stressati dopo le vacanze estive?

Molte persone si chiedono il perché di alcuni sintomi che compaiono dopo il ritorno dalle vacanze: stanchezza, ansia, depressione sono i termini maggiormente riferiti.

Eppure, durante le ferie estive ci si rilassa, ci si diverte, si dimenticano, almeno in parte, le preoccupazioni quotidiane. Partire per le vacanze dà un senso di libertà, ritornare a volte è vissuto come un evento stressante, addirittura doloroso.

Il motivo più o meno inconscio risiede nel desiderio di prolungare i giorni della pausa estiva, vissuta come momento di piacere e di distacco. Ma è pur vero che in quei giorni possiamo anche scoprire i nostri punti deboli, riflettere sulle nostre scelte di vita, su ciò che vorremmo cambiare riguardo il nostro futuro.

I sintomi da rientro dovrebbero durare non più di 3 settimane: questo è il periodo per riappropriarsi della propria attività, degli obblighi e di adattarsi al cambiamento.

Se i sintomi hanno maggiore durata, significa che soffriamo di burn-out e pertanto occorre rivolgersi a uno psicologo.

Come possiamo reagire al post vacanze? La Naturopatia suggerisce:

  • Innanzitutto, la cosa migliore è diluire le ferie: periodi più brevi, di circa 10 giorni, anziché un’abbuffata. In tal modo, si eviterà il contrasto pausa-lavoro, motivo di ansia, depressione, stanchezza.
  • Prevedere pause durante il lavoro (camminare, correre, muoversi all’aria aperta).
  • Al ritorno dalle vacanze, reintrodurre gradualmente gli impegni lavorativi. Un’ottima idea rientrare a casa due giorni prima del previsto per potersi riorganizzare.
  • Nella pause immaginare il luogo della prossima pausa estiva e nel contempo ad occhi chiusi ci rilassiamo per alcuni minuti.
  • Per alcuni giorni mantenere le abitudini culinarie del periodo delle ferie.
  • Approfittare per fare il punto della propria situazione professionale, affettiva, ecc.

Concludendo, il ritorno alla routine quotidiana deve farci riflettere su opportune strategie da adottare per beneficiare al massimo dell’indimenticabile, bellissima estate in vacanza: i consigli di un naturopata saranno di grande aiuto.

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Molti di voi mi scrivono chiedendomi pareri su questo modello di alimentazione, oggi poco conosciuto in Italia.

Voglio rispondervi in modo obiettivo informandovi dei vantaggi e degli aspetti negativi dell’alimentazione preistorica.

Ma in cosa consiste? Quali sono i cibi da assumere?

  • Frutta e verdura
  • Carne magra, uova, noci, pesce e altri cibi che il mare ci offre (ostriche, gamberi, alghe, ecc.).

E quali da eliminare?

  • Cereali
  • Latticini
  • Legumi
  • Bevande gassate, zucchero.

I nostri antenati consumavano parecchie proteine, ma assumevano quantità enormi di sostanze vegetali. Si cibavano di grassi contenuti nella carne ma anche porzioni importanti degli indispensabili omega 3 (grassi polinsaturi).

Le sole fonti di zucchero derivavano dalla frutta, dalle bacche, dalle radici: non esisteva il dannoso zucchero raffinato.

Quali sono i vantaggi dell’alimentazione preistorica (pre-agricola)?

  • perdita di peso
  • diminuzione del tasso di colesterolo
  • miglioramento del transito intestinale (dovuto alle fibre della frutta e della verdura)
  • minor rischio cardiovascolare grazie agli omega 3.

Gli svantaggi?

  • l’eccesso di carne (se non bilanciato da molta verdura e frutta) aumenta il rischio di tumore intestinale.
  • carenza di vitam D e calcio se non si compensa con molta verdura.

In conclusione: sebbene le ricerche del dott. Eaton (Università di Emory, Stati Uniti) indichino gli effetti positivi dell’alimentazione paleolitica, è bene essere prudenti e affidarsi a professionisti in Naturopatia o medici prima di prendere decisioni affrettate su diete e modelli alimentari non convenzionali.

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Mercoledì, 25 07 2018 09:44

Gli aborigeni malati sono guariti

Nel 1982 fu svolta una ricerca in Australia con un gruppo di aborigeni che vivevano in città ed erano del tutto integrati nello stile di vita occidentale. Da quando avevano abbandonato la foresta, erano tutti affetti da diabete di tipo 2 e con un tasso elevato di trigliceridi, problemi causati probabilmente da un’alimentazione ricca di zuccheri e di cibo-pattumiera.

I 10 aborigeni parteciparono allo studio della dott.ssa Kerin O’Dea e accettarono di vivere per 7 settimane nella foresta, la loro terra natale, isolata dai centri urbani.

Durante questo periodo si cibarono di cacciagione, pesca, fichi, patate, miele senza avere accesso ad alimenti confezionati venduti nei negozi.

Dopo 7 settimane, si sono sottoposti ad una serie di esami del sangue: i valori si erano normalizzati, compresa la pressione arteriosa e il tasso di trigliceridi.

Gli effetti positivi furono evidenziati riguardo la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina.

La dott.ssa O’Dea ha replicato la stessa ricerca con i nativi delle Hawaii e con gli Indiani d’America ottenendo gli stessi risultati positivi.

E’ evidente, pertanto, che l’alimentazione moderna, secondo le ricerche in Naturopatia, è pericolosa per la salute: due terzi di cittadini USA sono obesi, 54 milioni sono prediabetici e che il diabete di tipo 2 aumenta del 5% ogni anno (l’8% degli statunitensi è diabetico) e un quarto soffre dell’insidiosa sindrome metabolica.

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Martedì, 24 07 2018 12:33

I dolori inspiegabili

Normalmente dovremmo eliminare, se siamo soprattutto carnivori, circa 35 grammi di acido urico per 1 litro di urina. Invece, ne eliminiamo 3-5 grammi. Che significa? La risposta è che il nostro corpo trattiene circa 10 volte di più il tasso di acido urico che invece andrebbe eliminato.

E questo è uno dei motivi dell’invecchiamento precoce e dei dolori diffusi nel corpo.

Infatti, la digestione della carne causa una produzione importante di acido urico. Questo surplus viene purtroppo assorbito dai muscoli con conseguente stato infiammatorio (nevralgie, dolori, sciatalgie, reumatismo, ecc.).

La soluzione, in Naturopatia, consiste nel diminuire l’apporto di proteine animali, aumentare i cibi alcalinizzanti (verdura soprattutto), evitare bibite e cibi fast-food, eliminare i fritti, i grassi saturi e i latticini.

Un ottimo rimedio: bere quotidianamente 2 bicchieri di succo fresco di carota o barbabietola per ridurre l’acidosi.

Spesso riteniamo che i dolori muscolari e articolari siano dovuti ad alterazioni meccaniche e/o posturali: non sempre queste sono le cause. Un’alimentazione scorretta, un eccesso di cibi acidificanti sono spesso all’origine di problematiche e patologie impossibili da identificare con esami strumentali, tipo RX, TAC o risonanza magnetica.

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Venerdì, 20 07 2018 12:10

Rigidità muscolare e Naturopatia

Sia gli sportivi, sia le persone sedentarie possono soffrire di rigidità muscolare. E questo fenomeno peggiora nelle persone anziane perché i loro muscoli si indeboliscono e questo potrà essere causa di fratture.

Senza entrare nel settore di competenza dei professionisti del movimento (scienze motorie, personal trainer, ecc.), vi suggerisco semplici mosse per migliorare la rigidità dei muscoli, cosa che avviene soprattutto al risveglio: innanzitutto muoversi lentamente, poi eseguire brevi esercizi dettati da un professionista: l’esercizio fisico costringe il cuore a pompare maggior sangue il quale, ricco di ossigeno, irrora i muscoli con conseguente liberazione di calore.

E’ importante, dopo un’intensa attività fisica, effettuare tecniche di stretching.

La naturopatia può essere d’aiuto:

  • l’assunzione di acidi grassi polinsaturi (gli omega 3 contenuti nell’olio di pesce) aiuta a rinforzare la massa muscolare.
  • massaggio a livello della muscolatura della colonna e degli arti inferiori con un complesso di oli essenziali ad attività rilassante e anti-acido lattico che si accumula dopo attività muscolare intensa.

Come preparare il complesso di oli essenziali?

In un flacone di 60 ml contenente circa 55 ml di olio vegetale di mandorle aggiungere 3 ml di olio essenziale di rosmarinus officinalis e 3 ml di olio essenziale di gaultheria. E massaggiare per 6-7 minuti.

Una semplice soluzione per sentirvi più elastici e in forma già dal mattino.

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