Mercoledì, 11 07 2018 13:42

La causa dell'osteoporosi

Recenti ricerche hanno dimostrato che i nostri antenati dell’era paleolitica non soffrivano di osteoporosi, sebbene si nutrissero abbondantemente di carne, che è fortemente acidificante, sottrae minerali alcalini, tra cui il calcio. Ma perché i preistorici cacciatori avevano comunque la struttura ossea solida e in salute?
La spiegazione: la loro alimentazione era ricchissima di frutta e verdura, dunque di sostanze alcaline tra cui il potassio. Non conoscevano lo zucchero, e neppure i cereali che furono coltivati soltanto nell’era successiva. Questi due cibi sono fortemente acidificanti.
Attualmente, l’alimentazione è povera di verdura e frutta e troppo ricca di cereali, latticini e cibo-pattumiera, e di conseguenza l’organismo è fortemente acidificato.
E aggiungo, più si consuma latte più si rischiano fratture dell’anca: lo dimostra una ricerca svolta ad Harvard dalla dott. Diane Feskanich nel 1997.
Nel 2000, un articolo pubblicato su una delle più importanti riviste scientifiche, l’American Journal of Clinical Nutrition, dichiara che gli studi scientifici non segnalano la necessità di consumare latte e latticini per migliorare la salute della struttura ossea.
Dunque, assumere latte non contrasta l’osteoporosi.

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Da alcuni anni, gli studi a livello mondiale hanno dimostrato che un elevato consumo di zucchero conduce a patologie importanti e pertanto l’industria ha immesso sul mercato sostanze chiamate “edulcoranti”.
Attualmente permangono dubbi sull’innocuità di edulcoranti quali l’aspartame e l’acelsufame-K.
Charles Wart, chimico, esperto in industria alimentare afferma che l’aspartame aumenta i radicali liberi, distruggendo i neuroni. Di conseguenza è pericoloso per i neonati, le donne incinte, gli anziani: alcuni soggetti si sono lamentati di perdita della memoria. Inoltre, vi è un grosso problema: gli edulcoranti fanno ingrassare, sebbene il tasso calorico non sia elevato. E questo avviene non perché gli edulcoranti agiscono direttamente, ma in quanto questi provocano una forte stimolazione d’insulina: la struttura dell’aspartame provoca nell’individuo un comportamento di ricerca di un cibo zuccherato.
Inoltre, gli edulcoranti non forniscono al cervello l’informazione di sazietà, per cui chi consuma edulcoranti diventa obeso. E ancor peggio, l’individuo non consuma zucchero, ma per iperfagia compensa con glucidi complessi (amido) e con grassi.
In conclusione, impariamo a leggere le etichette. Le definizioni “nessun zucchero aggiunto” o “scarso zucchero” possono significare “presenza di edulcoranti”.

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Il metodo “Monodieta in Naturopatia” è una modalità insegnata durante l’iter formativo Alta Formazione in Naturopatia Applicata Istituto Rudy Lanza.
La tecnica non presenta rischi (salvo in caso di patologie importanti) e consiste nel cibarsi di una sola categoria di alimenti durante uno o più giorni (massimo 3 giorni la settimana).
L’obiettivo consiste nel diminuire il carico di scorie presenti negli organi deputati alla digestione e all’eliminazione delle tossine.
Infatti, se il processo digestivo avviene facilmente e velocemente, lo scarico tossinico si svolge correttamente perché vi è maggiore risorsa energetica a disposizione: in Naturopatia, secondo il modello della nostra scuola, il concetto di Energia vitale svolge un ruolo determinante e il “vero” naturopata sa come gestire quest’aspetto.
Se non si ha esperienza con la Monodieta, si consiglia di scegliere una categoria di alimenti invece di uno solo: ad esempio, può essere utile una monodieta (tutta la giornata) esclusivamente a base di frutta o di verdura. E questo, ad esempio, per 2 giorni consecutivi la settimana. Successivamente, si potrà optare per monodiete a base di riso integrale, saraceno, quinoa, il tutto rigorosamente bio.
In pratica, come applicare la monodieta?
Tre giorni prima di iniziare, eliminare le proteine animali (carne, uova, latticini).
La sera precedente scegliere cibi ricchi di fibre allo scopo di aumentare l’eliminazione di scarti tossinici.
Il primo giorno di monodieta, al mattino consumare il cibo scelto per la monodieta e dimenticare caffè, the, biscotti, miele, marmellata, dolci, ecc.
Idem per il pranzo e per la cena.
Ovviamente, l’unica bevanda consentita è l’acqua.
Sarebbe preferibile, nel caso di legumi o altro, scegliere la cottura a vapore per mantenere minerali e vitamine.
Durante la giornata bere acqua e tisane, e scegliere alcuni momenti per relax e/o meditazione. Eliminare gli imput stressogeni.
Terminata la monodieta, riprendere l’alimentazione normale ma dimezzando la quantità per 2 giorni consecutivi.
Durante la monodieta, l’organismo procede a una pur parziale disintossicazione, per cui potrebbe esserci maggiore evacuazione, urina scura, foruncoli. Questi sono i segnali di un’eliminazione centrifuga benefica.

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