Nessun rischio di ipotiroidismo con isoflavoni soia
Supplementazioni dietetiche a base di isoflavoni di soia, durante la post-menopausa, non aumentano il rischio di ipotiroidismo clinico e subclinico. Ad assolvere queste sostanze con struttura simile agli estrogeni, per le quali si era diffuso il sospetto di effetti dannosi sulla funzionalità tiroidea, è il gruppo di ricerca coordinato da Francesco Squadrito dell'Università di Messina, che in un precedente studio aveva dimostrato la loro capacità di incrementare la densità minerale ossea a livello della colonna vertebrale e del femore in donne in post-menopausa. La nuova indagine, apparsa su Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, ha coinvolto 389 donne osteopeniche, in post-menopausa, che sono state randomizzate a ricevere per 24 mesi il fitoestrogeno genisteina (54 mg/giorno) oppure placebo, con aggiunta di calcio e vitamina D3. Un sottogruppo di pazienti ha continuato la terapia per un ulteriore anno. Ebbene, anche quando la genisteina è stata assunta per tre anni non si sono osservate alterazioni nei livelli degli ormoni tiroidei circolanti, Tsh, T3 e T4 e degli autoanticorpi contro la perossidasi tiroidea, la tiroglobulina e l'antigene tiroideo microsomiale. Inoltre, non è stata riscontrata nessuna differenza nei livelli di espressione dei recettori dell'ormone tiroideo (Thr-alpha e Thr-beta) e dei recettori dei retinoidi (Rar-alpha, Rar-gamma e Rxr-aplha).
J Clin Endocrinol Metab. 2010 Mar 31
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